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Zogno
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mwiaZogno ([ˈʣoɲːo] , mwiwZògn [ˈzɔɲ] o mwjqDógn [ˈðoɲ] in mwjwdialetto bergamascocite-ref-5[5]cite-ref-6[6]) è un mwmacomune italiano di mwmq8 598 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwngprovincia di Bergamo in mwnwLombardia. Il comune si trova nella bassa mwoaValle Brembana su un declivio tra il versante orientale del mwoqMonte Zucco (1232mwog m mwows.l.m.) e un'ansa del mwpafiume Brembo.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Frazioni
• Contrade
• Note
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Geografia fisica
Situato nella porzione inferiore della mwqaValle Brembana non lontano da mwqqSan Pellegrino Terme (4mwqg km), il capoluogo si estende lungo la strada di fondovalle, sulla sponda orografica destra del mwqwfiume Brembo, mentre gli altri centri abitati sono dislocati prevalentemente sulla sponda sinistra. Il paese si trova inoltre ai piedi del versante nord del mwraCanto Alto e orientale del mwrqMonte Zucco.
Storia
La zona dove sorge il paese era abitata sin dai tempi preistorici, come attestano i reperti ritrovati in una caverna del luogo chiamata "Büsa dell'Andrea".
Esistono documenti risalenti alla fine del mwsqXII secolo che testimoniano l'esistenza di Zogno come Comune rurale: nella mwsgStoria di Zogno e di alcune terre vicine di mwswBortolo Belotti si legge che una pergamena del mwtaMonastero di Astino del mwtq1220 cita Giovanni Geze come "Console" di Zognocite-ref-statuto-7-0[7].
Zogno divenne centro importante sotto la dominazione di mwuwVenezia. Nei secoli passati la popolazione era impiegata prevalentemente in agricoltura, nell'allevamento del bestiame e nella pastorizia, anche se non mancavano attività artigianali legate alla filatura della lana, del lino e alla tessitura dei panni.
Nella frazione di Poscante il 18 dicembre 1773 nacque il famoso brigante mwvqVincenzo Pacchiana (Pacì Paciana), mwvgmwvwRobin Hood italiano che rubava ai ricchi e dava ai poveri, denominato dai suoi contemporanei: re della strada, re della montagna. Durante il mwwaXIX secolo presero piede le industrie della carta e del cemento. Oggi grazie ad uno sviluppo costante, sia in campo economico (importante ad esempio la Manifattura Valle Brembana, una industria tessile tutt'oggi esistente, da poco fallita) che urbanistico, Zogno è il paese più popoloso della Valle Brembana con numerose attività commerciali, industrie tessili, estrattive, artigianato del legno e imprese edili.
Con regio decreto del 16 febbraio mwww1928 al comune di Zogno vennero accorpati i comuni finitimi di mwxaStabello, mwxqPoscante, mwxgGrumello de' Zanchi, mwxwEndenna, mwyaSomendenna e mwyqSpino al Brembocite-ref-statuto-7-1[7].
Simboli
«Di verde, alla figura di San Lorenzo vestito di un
camice
bianco, con sovrapposta la
dalmatica
di rosso, tenente con il braccio destro teso una graticola di ferro, in palo; col
capo
di rosso, al
giglio
d'oro. Ornamenti esteriori da Comune.»
(D.P.C.M. 19 dicembre 1951)
Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 1º dicembre 1952, è un drappo partito di rosso e di verde.cite-ref-12[12]
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa parrocchiale di San Lorenzo
In posizione dominante sorge la quattrocentesca mwpwchiesa di San Lorenzo, sorta sulle rovine del medievale mwqacastello di parte mwqqguelfa, distrutto dai mwqgVisconti prima di consegnarlo alla mwqwRepubblica di Venezia, dopo la mwrapace di Lodi.
L'interno custodisce la serie mwrgseicentesca dei mwrwMisteri del Rosario di mwsaFrancesco Zucco, una mwsqmwsgMadonna col Bambino di Francesco Lavagna ed un dipinto di mwtaVincenzo Angelo Orelli raffigurante mwtqSanta mwtgMargherita da Cortona.
Museo della Valle
Il Museo della Valle, situato in un edificio seicentesco del centro storico, espone in dodici sale una ricca serie di reperti sulla società agricola e contadina della valle.
Museo di San Lorenzo
È da ricordare inoltre il Museo di San Lorenzo, allestito presso la chiesa parrocchiale, che raccoglie testimonianze di carattere religioso della mw0qValle Brembana.
Villa Belotti
La villa zognese, che dal 1985 ospita la Biblioteca Comunale "Bortolo Belotti", venne realizzata nel 1906 per il notaio Ulisse Cacciamali dall'architetto bergamasco Giovanni Barboglio, autore a Zogno anche di edifici pubblici e della vecchia scalinata alla parrocchiale, ma più famoso in Lombardia per la costruzione o il restauro di chiese.
Nel 1913 la acquistò mw1gBortolo Belotti, interessato ad avere un punto d'appoggio per affrontare l'impegnativa campagna elettorale per il seggio parlamentare che lo vedeva contrapposto al deputato uscente Egildo Carugati, appoggiato dai liberali di mw2aGiovanni Giolitti e dai cattolici. Su richiesta del Belotti, il Barboglio trasformò l'abitazione da civile in signorile, con il recupero del seminterrato e la costruzione di uno studio esterno e di un portichetto. Contemporaneamente, l'ampio prato a sud dell'abitazione veniva trasformato in giardino con alberi pregiati, vialetti e gradinate. La cura della villa e del giardino accompagnò il successo politico di mw2qBortolo Belotti che, da giovanissimo deputato, divenne sottosegretario, ministro e leader della sinistra liberale. L'opposizione al mw2gfascismo ne determinò l'allontanamento dalla politica attiva e, quasi come compensazione, Belotti iniziò ad intervenire sul giardino e ad arricchirlo di opere d'arte particolarmente significative. Gli interventi si susseguirono in tre fasi principali. Particolarmente ricca è la prima fase (1928-29) con l'ideazione del Convito dei Grandi Brembani, 11 busti di uomini di grande fama di famiglia originaria della Val Brembana, eseguiti dallo scultore bergamasco mw2wNino Galizzi. Il secondo periodo (1931-33) è contrassegnato dall'edificazione dell'edicola della Madonna, dalle statue dei leoni e del busto del mw3agioppino. Poche, ma sempre interessanti, sono le realizzazioni dell'ultimo periodo (1934-40): la statua della Fede, l'epigrafe "Hyeme et arstate" che richiama il senso del "Saluto dell'ospite" e la lapide tesseca.
Grotta delle meraviglie
La grotta delle meravigliecite-ref-13[13] (45.78841°N 9.63538°Emw6g45°47′18.28″N, 9°38′07.37″E) è un complesso carsico naturale sviluppatosi nelle montagne calcaree vicino alla città, scoperto nel 1932cite-ref-14[14] e vennero aperte al pubblico nel 1939,cite-ref-15[15] dopo lo scavo di una galleria artificiale.cite-ref-16[16]
Società
Evoluzione demografica
Geografia antropica
Frazioni
Fra le frazioni, si distingue mwaqkStabello, borgo di circa 450 abitanti situato a sud-est di Zogno sul versante sinistro della valle a circa 380 m mwaqos.l.m.: l'etimo risale all'epoca romana quando le legioni accampate nella zona di mwaqsLemine portavano a pascolare i cavalli sulla piana del paese costruivano delle stalle (mwaqwstabellum) da qui il nome Stabello. Di questo piccolo borgo, inizialmente abitato da pastori e coltivatori, è originario il poeta vernacolare mwaq0Pietro Ruggeri, che aggiunse al suo nome appunto la dicitura mwaq4da Stabello, al fine di ricordare le sue origini.
In una piccola valle laterale sinistra si trovano mwaraPoscante (400 m s.l.m.) e, poco sopra, mwareGrumello de' Zanchi (410 m di altitudine), entrambe di notevoli dimensioni. Sempre a sinistra, su un pendio, ci sono mwariEndenna (la frazione più popolosa a un'altitudine di 420mwarm m), mwarqSomendenna (670mwaru m), mwaryMiragolo San Marco (960mwarc m) e mwargMiragolo San Salvatore (970mwark m). Procedendo da Zogno verso mwaroSan Pellegrino Terme, si incontra Ambria, frazione piuttosto ampia situata all'imbocco della val Serina. Sopra Ambria, sul versante sinistro, c'è mwarwSpino al Brembo (470 m mwar0s.l.m.).
Contrade
Oltre alle 9 frazioni, fanno parte del comune di Zogno anche le contrade mwasaGrimoldo (o mwaseGrimolto), mwasiCastegnone, Altemarie,Padronecco,mwasmPiazza Martina, mwasqCarubbo e mwasuTiglio, oltre a numerose località, tra le quali mwasyRomacolo e mwascCamanghè.
Infrastrutture e trasporti
L'abitato era servito dalla mwas4stazione di Zogno, molto attiva nei servizi passeggeri e merci; l'impianto era posto lungo la mwas8ferrovia della Valle Brembana, attiva fra il mwata1906 e il mwate1966cite-ref-18[18].
Sul tracciato della stessa in direzione Piazza Brembana è stata realizzata la mwatcciclovia Valle Brembana.
Una mwatkseconda stazione, che sorgeva nella frazione Ambria, era anch'essa dotata di scalo merci e di un raccordo con la società di imbottigliamento dell'acqua minerale provenienti dalle terme di mwatoBracca.
Amministrazione
Altre informazioni amministrative
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaucmwaugmwaukBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwauodemo.istat.it, mwausISTAT.
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cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwawimwawmmwawqTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwawumwawyPDF), in mwawcciterefmwawgLeggemwawk mwawo26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwawsAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaww 151. mwaw0URL consultato il 25 aprile 2012 mwaw4(archiviato dall'mwaw8url originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-1717. ↑ Dati tratti da: mwadkmwadomwadsmwadwmwad0Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwad4mwad8PDF), su mwaeaebiblio.istat.it, mwaeeISTAT. mwaeimwaemmwaeqmwaeuPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaeyesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1818. ↑ citerefleopardi-ferruggia-martinelli-1988Giulio Leopardi, Carlo Ferruggia, Luigi Martinelli, mwaesTreni e tramvie della Bergamasca, Clusone, Editrice Cesare Ferrari, 1988.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su zogno.com.
• citereflombardiabeniculturaliZogno, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.